Questo di per sè non significherebbe niente se non si venisse a sapere del debole, del tutto intellettuale dell’attempato papa nei confronti della congiunta. Di questo ascendente del tutto femminile se ne avvantaggia San Martino che viene concepita ex-novo ad opera dell’architetto Marcantonio De Rossi, senza escludere pareri ed interventi espressi dal binomio Bernini-Borromini. Viene attuata una pianta a ferro di cavallo adagiata sul fianco ripido del monte.
Nella parte alta, affiancati, appaiono i due poteri: civile col palazzo Pamphili ed ecclesiastico con la monumentale chiesa di San Martino; ai lati, con andamento avvolgente, le case per le categorie più minute, di cui è stato realizzato soltanto il lato nord, Una grande asse centrale, l’attuale piazza. Buratti-via Doria-piazza Oratorio-piazza Nazionale, unisce le due porte, la montana e la Viterbese; le case che con perfetto andamento semicircolare avvolgono la parte alta e scendono parallele, sono aperte solo verso l’interno, costituendo così una difesa sul lato opposto.

