Nella parete d’ingresso della Sala dei Fasti Farnesiani, al piano nobile del Palazzo Farnese di Caprarola, vi sono degli affreschi che rappresentano 2 matrimoni dei nipoti del Papa che divennero allo stesso tempo i destinatari e gli strumenti di una politica di alleanze, tutta tesa al bene futuro della “casa”.
(foto di Maria Adelaide Mondini)
Il primo matrimonio a sinistra, fu celebrato il 4 Novembre 1539 da Papa Paolo III che unì in matrimonio, nella Cappella Sistina a Roma, il nipote tredicenne Ottavio Farnese, duca di Camerino, con la sedicenne Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V d’Asburgo di Spagna e vedova del duca Alessandro de’Medici.
La ragazza non era contenta di convolare a nuove nozze, era vedova da circa un anno quando il padre fece un accordo matrimoniale per farle sposare Ottavio Farnese che non solo era più giovane di lei, ma giudicato in seguito dalla sposa “un ragazzino incapace, inurbano e privo di tatto”, sembra che il giovane si fosse comportato in modo inconcludente tanto da provocare la sdegnata reazione di Margherita che lo cacciò via dal “talamo nuziale”. Così si rifiutava di unirsi al marito, la notizia fece il giro delle Corti europee creando scandalo, inoltre si prospettavano complicazioni di carattere patrimoniale e politico.
Il Papa aveva versato 300.000 scudi a Carlo V e si ritrovava una “mula” che recalcitrava mandando all’aria i suoi piani per la creazione del ducato di Parma. Le pressioni dell’imperatore furono determinanti per farle cambiare idea e finalmente, con grande sollievo di tutti, durante un viaggio a Pavia il 7 Giugno del 1543 avvenne il miracolo: gli sposi trovarono la loro intimità.
(foto di Maria Adelaide Mondini)
A destra il matrimonio di Orazio, fratello di Ottavio e nipote del Papa, duca di Castro e Ronciglione e prefetto di Roma, con Diana di Valois figlia naturale di Enrico II re di Francia la promessa di matrimonio fu stipulata nel Giugno del 1547,mentre la celebrazione delle nozze avvenne il 14 Febbraio del 1553. Orazio per l’occasione ricevette 200.000 scudi ed una rendita di 25.000 scudi annui. Ma il legame dinastico coi Valois ebbe termine tragicamente dopo soli cinque mesi. Il 18 luglio il F., che partecipava alla difesa della piazzaforte di Hesdin, nell’Artois, assediata dagli Imperiali al comando di Emanuele Filiberto, fu ferito a colpi di archibugio alla testa e ad un fianco. Il giorno seguente, 19 luglio 1553, morì, all’età di ventuno anni, lasciando la giovanissima moglie Diana senza figli.




