Donazione di un Ospedale dei pellegrini a Viterbo

Tra il 1150 ed il 1200 due coniugi : Guidone e Diletta fondarono l’ospedale dei pellegrini nel palazzo situato nella via omonima, sulla destra del ponte del Duomo, e ne fecero donazione al clero viterbese affinchè vi fossero ospitati i pellegrini che percorrevano la via Francigena.

Sulla facciata in via dei Pellegrini al civico N.2 c’è una lapide scritta in latino che ricorda tale donazione, in cui viene fatta esplicita richiesta che nessun vescovo o abate doveva alienare, usare o incamerare questo bene immobile per altri scopi, pena una maledizione.

Di seguito la trascrizione della lapide: Continua a leggere »

Guida Turistica a Montefiascone

i tetti di MontefiasconeÈ il Mons Faliscorum dei Falisci (popolazioni etrusche), che sarebbero approdati da queste parti dopo la distruzione dei vari centri dell’ager faliscus ad opera dei romani; ma è anche il “monte del vino” consacrato dalla fama dell’Est! Est!! Est!!!, i cui vigneti ammantano le colline digradanti verso la conca del lago di Bolsena. Il paese (600 metri di altitudine) occupa uno spazio strategico sull’orlo del cratere meridionale dei monti Volsini, percorso dalla consolare Cassia, disegnando una silhouette inconfondibile, con i resti della rocca dei Papi e la possente cupola di Santa Margherita. La storia è legata a quella di alcuni pontefici, tra cui Urbano V, considerato il massimo benefattore di Montefiascone: a lui si devono la radicale trasformazione della rocca per ospitare la corte pontificia e il titolo di diocesi. Onori anche a Giulio II, Leone X, Paolo III e Pio IX: a quest’ultimo gli abitanti del posto, in occasione della sua visita nel settembre del 1857, dedicarono la costruzione di una porta (Porta Pia).

Nella parte più alta del paese, accanto alla rocca (recentemente ristrutturata per essere destinata ad attività culturali), si trova la cattedrale di Santa Margherita, la cui cupola è fra le più grandi d’Italia. Alla sua costruzione, che ebbe inizio alla fine del XV secolo, parteciparono numerosi artisti: un certo Magister Antiquus, Michele Sammicheli e Carlo Fontana (autore della cupola nel 1647). La facciata, con le due torri campanarie, venne completata, su progetto di Paolo Gazola, nel 1840. Nell’interno, la cripta accoglie le spoglie di Santa Margherita di Antiochia, martirizzata al tempo di Diocleziano. Il vano della chiesa, a pianta ottagonale con sette cappelle, custodisce tra l’altro una statua marmorea di Santa Margherita (attribuita alla scuola di Arnolfo di Cambio), un pregevole crocifisso ligneo, una terracotta robbiesca con la Madonna e il Bambino e una pala seicentesca della scuola del Sassoferrato raffigurante il Transito di San Giuseppe.

Più a valle, sul percorso dell’antica via Francigena, sorge la chiesa di San Flaviano, una delle più belle costruzioni romaniche della Tuscia Viterbese, edificata nell’XI secolo su preesistenti strutture e costituita da due chiese sovrapposte. Nel XIII secolo venne notevolmente rimaneggiata in forme gotiche sotto il pontificato di Urbano IV; a questo periodo risalgono la facciata che conserva, nella parte superiore e nel campanile a vela, il primitivo stile romanico. II portale d’ingresso, sormontato da una loggetta rinascimentale ricoperta nel Settecento, immette nella chiesa inferiore, a tre navate, divise da pilastri e colonne con capitelli di varia forma, alcuni dei quali di libera interpretazione corinzia, che sostengono archi gotici nella parte anteriore e romanici in quella posteriore. Da qui si sale al matroneo di stile romanico, con tetto a capriate, che custodisce il tronetto di Urbano IV. Interessanti le tre absidi della chiesa inferiore, disposte ad arco; nell’ultimo pilastro a destra è scolpito un piccolo ciborio del Duecento.

Numerosi affreschi decorano le pareti e la parte absidale. Navata destra: sulla parete d’ingresso, Annunciazione, Nascita e Adorazione dei Magi; nell’absidiola, Gesù tra i Santi (XV secolo); nella prima arcata grande, composizione giottesca del XIV secolo: in alto, Crocifissione, in basso scene della vita di San Nicola di Bari, inoltre San Flaviano tra Santa Margherita e Santa Felicita e simboli delle Virtù; nella parte superiore della seconda arcata, Madonna in trono e Santi, in basso Crocifissione e figure di San Giovanni Battista e Urbano IV (XV secolo); nell’abside, Annunciazione (1575); sulla volta dell’abside centrale, Cristo Maestro, sulla parete, San Flaviano (XVI secolo). Navata sinistra: nell’abside, Battesimo di Gesù (XVI secolo); nella prima arcata, Madonna col Bambino e Santi e Deposizione (XVI sec.) nell’edicoletta gotica Padre Eterno e Visitazione (XVI secolo); sulle facciate interne dei pilastri laterali dell’adiacente cappella, San Sebastiano (XV secolo) e Santa Barbara (XVI secolo); nell’interno della cappella, cippi, lastre e sculture del primitivo tempio pagano, un fonte battesimale del XIII secolo e, sulla parete sinistra, Madonna con il Bambino (XV secolo); nella successiva cappella della Maddalena, pregevole Crocifissione e San Sebastiano (XV-XVI secolo); sull’arcata d’ingresso alla cappella degli Innocenti, Trionfo della morte (XV secolo); nell’interno, Strage degli Innocenti, affresco del XV XVI sec. attribuito alla scuola del Perugino inoltre fregi, putti ed altre decorazioni attribuiti al Pastura; sulla parete d’ingresso della chiesa, Crocifissione e scene sulla vita di Santa Caterina d’Alessandria (XV secolo). Il tempio ci riserva la sorpresa della lastra tombale dell’abate Defuc, cui è legata la leggenda del vino Est! Est!! Est!!!, con questo epitaffio: «Est! Est!! Est!!! per il troppo Est qui morì il mio signore Giovanni Defuc».

Tra le altre chiese meritano una visita quella di Sant’Andrea, riedificata nel XI secolo, e quella campestre di Santa Maria (in località Montedoro lungo la strada per Marta), progettata nella prima metà del Cinquecento da Sangallo il Giovane.

Nel centro storico, cui si accede dalla settecentesca porta Aldrovandi, si fanno notare il palazzo Comunale, dominato da un massiccio campanile, il palazzo Renzi, il pozzo di Urbano V e la casa in cui visse, intorno al 1750, l’abate letterato Giovan Battista Casti.

Una strada panoramica scende fino alle rive del lago di Bolsena, con aree verdi attrezzate e alcuni locali di ritrovo.

Ogni anno a Montefiascone, nella prima quindicina di agosto, si svolge la “Fiera del vino”: ai numerosi brindisi con i vini della zona partecipano gli abitanti del posto e i villeggianti.

La leggenda dell’Est!Est!!Est!!!

Anno di grazia 1111. Un certo Martino viaggiava con alcuni giorni di anticipo sul gruppo imperiale diretto a Roma (forse dalla città tedesca di Augusta) per l’incoronazione di Enrico V:ne facevano parte scudieri, prelati, nobili, cavalieri, pellegrini, dame di compagnia, mercanti, faccendieri e un tale Giovanni Defuc (per alcuni abate), amante del vino e della buona tavola. Martino, suo fedele tutto fare, aveva il compito di un sommelier ante litteram: ispezionava, cioè, le varie cantine lungo il percorso alla ricerca del vino buono. Quando lo trovava scriveva sulla porta «Est!», ovverosia «C’è!». Se era ottimo raddoppiava l’esclamazione con «Est! Est!! ». Giunto a Montefiascone, dopo aver assaggiato i moscatello del posto, non esitò a rafforzare l’affermazione con un triplice «Est! Est!!Est!!!». A Defuc, sopraggiunto qualche giorno dopo, non sfuggì, la puntigliosa raccomandazione, anzi, di ritorno da Roma, decise di fermarsi per sempre a Monteftascone dove morì, si dice, per il troppo bere. Le sue spoglie vennero composte nella chiesa Chiesa San Flaviano, dove una lastra tombale ne perpetua la memoria.

(foto di fmagnifici)

Misteri di Santa Cristina a Bolsena

Dove
Bolsena, comune sulle rive dell’omonimo lago, meta di moltissimi turisti, a circa 32 chilometri da Viterbo.

Descrizione
Ogni anno, la sera del 23 luglio, la statua di Santa Cristina viene portata in processione per le vie del paese dalla basilica a lei dedicata; il mattino successivo si effettua il percorso inverso.
Sia la sera che la mattina, lungo il percorso, nelle piazze principali, vengono rappresentati, su palchi precedentemente allestiti, i cosiddetti “Misteri di Santa Cristina”.
Si tratta di quadri viventi attraverso cui i personaggi – in posizioni fisse e senza parlare – rievocano gli episodi del martirio della Santa, avvenuto agli inizi del IV secolo, durante l’ultima persecuzione di Diocleziano.
I “Misteri” hanno la loro origine nelle “Sacre Rappresentazioni” dei secoli XIII – XVI di cui il nostro teatro è particolarmente ricco. Questo genere teatrale fu rappresentato per lungo tempo all’interno delle chiese, dato il suo carattere prettamente religioso, per approdare via via al sagrato e alle piazze.

A Bolsena i “Misteri” vengono messi in scena ogni anno da molti secoli e, data la loro particolarità, hanno richiamato l’attenzione dei maggiori studiosi di storia del teatro, di antropologia, di tradizioni popolari.
I quadri rappresentati sono sempre gli stessi e sono: la ruota, la fornace, la caldaia, il lago, l’inferno, le verghe, i serpenti, il taglio della lingua, le frecce, la sepoltura e la gloria. La tradizione è profondamente radicata nell’animo dei bolsenesi, che ogni anno accorrono dai luoghi di residenza più lontani per partecipare ed assistere ai “Misteri” con la massima devozione e con entusiasmo sempre rinnovato.

Per la visita
Si può assistere all’evento con ingresso gratuito.

Info
Ufficio Informazioni Turistiche
Piazza Matteotti 12 – 01023 Bolsena VT
Telefono: +39 0761799923 – Fax: +39 0761 796056

(dal sito della provincia di Viterbo)

Festa della Madonna del Fiore ad Acquapendente

Dove
La festa si svolge ad Acquapendente, a circa 60 chilometri da Viterbo.

Storia
Sembra che originariamente i Pugnaloni non fossero altro che i “pungoli” (strumenti del lavoro contadino), addobbati con fiori e foglie per onorare la Madonna e che, successivamente, si siano evoluti nella forma che oggi conosciamo.
L’origine di questa tradizione si fa risalire al 1166, quando fu attribuito alla Madonna del Fiore il miracolo della fioritura di un ciliegio secco, evento dal quale la popolazione trasse gli auspici per ribellarsi al tirannico giogo del governatore di Federico I Barbarossa.

Descrizione
Ogni anno, la terza domenica di maggio, si svolge ad Acquapendente la festa di Mezzomaggio o della Madonna del Fiore, che ha nei cosiddetti Pugnaloni la sua caratteristica principale.

I Pugnaloni sono grandi quadri (m. 2,60 x 3,60) realizzati esclusivamente con fiori, foglie, ramoscelli, infiorescenze e quant’altro provenga dal mondo vegetale.
Gli artisti sono i giovani acquesiani che all’inizio di maggio vanno alla ricerca dei materiali necessari negli splendidi boschi e nelle campagne che circondano Acquapendente per poi procedere alla selezione secondo la qualità e il colore.
I temi rappresentati vanno da quelli religiosi a quelli sociali contemporanei. Il giorno della festa i Pugnaloni sfilano in processione e la sera una giuria proclama il quadro vincitore, tra l’entusiasmo di alcuni e la delusione di molti.

Per la visita
L’ingresso è gratuito; dopo la festa, i “pugnaloni” restano esposti nel duomo fino all’anno successivo.

Info
Comune di Acquapendente
Piazza Girolamo Fabrizio, 17 – 01021 Acquapendente VT
Telefono: +39 0763 733442
http://www.comuneacquapendente.it

(fonte: sito della provincia di Viterbo)

Guida turistica a Marta.

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Marta di Notte (Viterbo)Marta (VT) comune di 3553 abitanti, sorge a 314 metri s.l.m.sulla sponda meridionale del lago di Bolsena a 24 Km da Viterbo è un attivo porto e caratteristico villaggio di pescatori.
Il centro storico conserva tracce di mura di una Rocca medioevale, un torrione quadrangolare nel basamento e ottagonale nella parte superiore.Marta (1990)
Il 14 Maggio di ogni anno a partire dal 1500,forse anche prima come suggeriscono le evidenti radici pagane, si festeggia la Barabbata o Passata: una festa religiosa di origine contadina che consiste in un pellegrinaggio alla Chiesa della Madonna del Monte. Il nome deriva da “cose da Barabba” per definire la confusione che regnava quel giorno e la disinvoltura con cui s’intesseva il rapporto popolare con i simboli religiosi.
Rievoca la festa delle antiche corporazioni: vanno in processione tutti i rappresentanti dei mestieri e delle arti, ognuno con i simboli del proprio lavoro. Casenghi,Bifolchi,Villani e Pescatori si recano alla Chiesa della Madonna del Monte in segno di devozione e ringraziamento per i frutti della terra, portando utensili da lavoro, sfilano con carri trainati da buoi e da trattori, aratri, reti da pesca, tini da vino, carretti pieni di formaggi.
Nel lago di fronte a Marta, a circa 2 Km, c’è l’isola Martana di proprietà privata. qui nel 535 fu uccisa Amalasunta figlia di Teodorico, regina dei Goti, da parte del marito-cugino Teodato che aveva associato al regno.
Nel 1095 i viterbesi conquistarono l’isola e si appropriarono, come trofeo, di un altare Viareccio, cioè mobile, (uguale al Carroccio milanese). A questo altare portatile si attribuiva una grande protezione in battaglia, poichè rendeva sempre vincitore chi lo possedeva.

Eventi quasi fissi a Viterbo

Durante l’anno ci sono grossi eventi fissi che caratterizzano lo scandire del tempo a Viterbo. Durante questi la quiete delle nostre zone e di rimando anche l’accoglienza turistica subisce un piccolo rallentamento: vi consiglierei quindi di contattarmi per capire assieme le vostre esigenze se la vostra visita turistica cade in quel periodo.

  • 25 marzo, Fiera dell’Annunziata.
  • Maggio: San Pellegrino in Fiore, dove il quartiere medievale viene totalmente ricoperto di fiori e piante.
  • Fine giugno/inizio luglio Caffeina Cultura-Festival culturale
  • Giugno/luglio: Tuscia Film Fest, manifestazione dedicata al cinema italiano.
  • Primavera\estate: Festival Barocco, rassegna internazionale di musica classica.
  • 4 settembre festa di Santa Rosa, com-patrona della Città. La sera precedente, il 3 settembre, avviene il trasporto della Macchina di Santa Rosa, imponente costruzione votiva trasportata dai Facchini di Santa Rosa.
  • Settembre Viterbese, un mese di festeggiamenti e eventi.
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